CHI SIAMO

Il Consorzio di bonifica Pratica di Mare – Ente di diritto pubblico – è stato costituito con D.P.R. 21 giugno 1955, n. 820.

Con la deliberazione del Consiglio Regionale del Lazio 31.01.1990, n° 1112 “Nuova delimitazione dei Consorzi di bonifica” sono stati assegnati al Consorzio i territori dei seguenti Comuni: Albano Laziale – Anzio – Ardea – Ariccia – Genzano di Roma – Lanuvio – Nemi – Nettuno – Pomezia – Velletri e parte del Comune di Aprilia (zona ad Ovest della S.S. 207 – Via Nettunense).

CENNI STORICI

In virtù della legge 11.12.1878 che definiva le aree che facevano parte dei Consorzi Idraulici di Prima Categoria, indicati con i numeri 83-84-85-86-87-88, la Commissione Centrale per le sistemazioni idraulico-forestali e per le bonifiche del Ministero dei Lavori Pubblici, a seguito dell'istanza presentata il 16.06.1919 dalla duchessa Maria Sforza Cesarini, con provvedimento n. 1.049 del 19.04.1920, inserì in tali consorzi anche un vasto territorio da bonificare, di proprietà di tale casata. Detta area, denominata "Comprensorio di Bonifica Idraulica di Prima Categoria delle Zone Paludose fra Pratica di Mare e Anzio", aveva una superficie di 3.000 ettari, ricadenti in parte sotto il Comune di Roma (attuale territorio di Pomezia) ed in parte sotto il Comune di Genzano di Roma (l'attuale territorio di Ardea era allora frazione di questo Comune).

Nel dopoguerra, il progredire delle opere di bonifica, rimuovendo gli ostacoli ambientali allo sviluppo socio-economico del comprensorio, determinò uno spinto processo di frazionamento dell'unica proprietà originariamente esistente, tanto da rendere indispensabile la costituzione di un consorzio di bonifica, cui si addivenne con D.P.R. n. 820/IV del 21 giugno 1955 (pubblicato sulla G.D. del 4/10/1955, n. 229). Il consorzio denominato "Consorzio di Bonifica di Pratica di Mare" mantiene la perimetrazione del precedente comprensorio di ettari 3000 per 15 km circa ad ovest del mare Tirreno e per 2 km nell'entroterra. Confinava a nord con l' aeroporto di Pratica di Mare, ad est con le strade provinciali Albano-Torvaianica, Campo Selva ed Ardeatina, a sud con il fosso della Caffarella.

Il territorio aveva la conformazione di un catino, per la presenza di terre basse delimitate ad oriente da rilievi. In queste zone, le acque in eccesso venivano allontanate dai quattro impianti idrovori di Campo Jemini, Campo Selva, Tor San Lorenzo e della Fossa.

Nel comprensorio però gravitavano le acque di un vasto territorio esterno che costituiva le porzioni più alte dei bacini imbriferi. Spesso i terreni circostanti erano inondati, con danni importanti all'agricoltura e agli stessi insediamenti urbani. Da qui la necessità di operare su unità idrauliche degli interi bacini, dalla origine alla foce. Unità che rispecchiavano la naturale continuità idrogeologica dei bacini stessi e delle aste dei corsi d'acqua.

Dagli anni ‘70 in poi il Consorzio formula la richiesta di ampliamento del comprensorio onde conseguire l'unità idraulica dei bacini in esso gravitanti. A tal proposito viene incaricato, nel 1976, l'agronomo Giovanni Gauttieri che, nello stesso anno, in data 21 giugno consegna lo "Studio del bacino imbrifero dei corsi d'acqua fluenti attraverso il comprensorio del Consorzio di Bonifica di Pratica di Mare".

La Regione Lazio, con il D.C.R. 31/01/1990 n. 1112 e D.C.R. 22/07/1993 n. 754, stabilisce le nuove perimetrazioni dei comprensori dei consorzi di bonifica del Lazio, portando l'area di intervento del Consorzio Pratica di Mare all’attuale superficie di 60.069 ettari.